Trento, la capitale del Principato Vescovile

in auto: MALÉ-TRENTO: KM 60
in treno: FERROVIA TRENTO-MALÉ

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Per puntare su Trento (A.P.T. tel. 0461 983880) dalla Val di Sole si può lasciare l’auto imbarcandosi sul trenino della Trento-Malé-Marilleva 900 (info c/o tel. 0463 901150). Da Malè sono circa ottanta minuti di viaggio tranquillo ed interessante, attraverso la bassa Val di Sole e tutta la Val di Nòn, con decine di villaggi e di vecchi castelli che fanno panorama. I venti chilometri in Val d’Adige sono incorniciati da magnifici vigneti (Piana Rotaliana) e dalla visione della Paganella (m 2125).
Trento fu un “municipium” romano (se ne conservano le tracce); ma le sue origini sono retiche. Delle successive dominazioni barbariche, Ostrogoti, Longobardi, Franchi, rimane ben poco. La vera vita della città iniziò quando Trento venne inglobata col suo territorio nel Sacro Romano Impero della Nazione Germanica (attorno al 970) e diventò contea vescovile (dal 1004 al 1802). I due poli del potere ecclesiastico e civile, durato nel piccolo stato alpino quasi 800 anni, erano il Duomo (affiancato da Palazzo Pretorio) ed il castello del Buon Consiglio (info c/o tel. 0461 233770). Nella dimora fortificata abitarono dal secolo XIII in avanti i Principi Vescovi: si tratta di un complesso molto articolato, frutto di edificazioni aggiunte al nucleo preromanico. Al Castelvecchio vennero addossati il Magno Palazzo (opera del vescovo e cardinale Bernardo Cles nel secolo XVI) e la Giunta Albertiana (di fine 1600). L’interno ospita musei e raccolte lapidarie ed è magnifico nei suoi ambienti nobili, detti “camere” o “stùe”. Durante il governo clesiano le stanze e le sale furono riccamente affrescate dal Dossi, dal Fogolino e dal Romanino (pittori di corte), ed abbellite dalle terrecotte dello Zacchi. Un discorso a parte meritano le pitture a fresco della “Torre dell’Aquila”, splendido esempio di arte gotica internazionale (Ciclo dei Mesi, del 1390).
Il centro della città è la cattedrale, capolavoro dei maestri comacini (Adamo d’Arogno e figli). In origine era la chiesa sepolcrale del vescovo S. Vigilio (secolo V), che venne continuamente ricostruita fino alla sistemazione del secolo XIII, ai tempi del Principe Vescovo Federico Wanga. Sia l’esterno, con il massiccio campanile finito in epoca barocca, ed il rosone settentrionale (Ruota della Fortuna), oltre al prospetto sulla piazza; che l’interno, severo nella sua linearità, danno la sensazione di una serenità possente. A lato del settecentesco ciborio dell’altar maggiore v’è l’entrata nell’aula sotterranea, che aiuta a leggere le vicende della costruzione dalle origini. All’interno del Palazzo Pretorio è sistemato il ricco Museo Diocesano (tel. 0461 234419) (chiuso il lunedì) arazzi fiamminghi del 1500 ed il tesoro del Duomo. Molti altri monumenti rendono bella la città: S. Maria Maggiore, i resti della dominazione romana, S. Lorenzo, il Palazzo delle Albere, Piazza Fiera: il centro è una piacevole isola pedonale, dove risulta simpatico lo shopping.
Nei dintorni la rinascimentale Villa Margone ed il Dòss Trento.






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