Una città carica di cultura: Rovereto e Castel Beseno

in auto: MALÉ-ROVERETO: KM 84
in treno: FERROVIA TRENTO-MALÉ FINO A TRENTO POI F.S. FINO A ROVERETO

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Per raggiungere la “Città della Quercia” (tale è il nome araldico di Rovereto) (A.P.T. tel. 0464 430363), si percorre la Val Lagarina fra coltivazioni di vigne ed una serie di centri abitati, dislocati sia in destra che in sinistra Adige. Tutti con la loro storia, perché la valle fu percorsa innumerevoli volte da eserciti, imperatori, prelati; di qui passarono il Barbarossa, Massimiliano I d’Asburgo, Carlo V, Papa Pio VI, Napoleone, Francesco Giuseppe; non lontano una chiesetta ricorda le nozze regali di Teodolinda ed Autari. Prima della città, si incontra Castel Beséno (tel. 0464 834600), a guardia della piana atesina ed all’imbocco dell’altopiano di Folgaria. Più che un castello, è un complesso feudale murato lungo circa 250 metri e largo un centinaio. L’aspetto attuale di Castel Beséno risale al XVI secolo, ma il nucleo originario è preistorico; sopra, si insediò la fortificazione medievale. L’opera reca le tracce dei diversi abitatori, che crearono camminamenti, torri, scale a chiocciola, trabocchetti, postazioni d’artiglieria e fecero affrescare alcuni ambienti. Per quasi 500 anni il castello appartenne ai Trapp, che lo cedettero negli anni ’70 alla Provincia di Trento (curatrice del restauro).
Rovereto si raggiunge da Nord, dopo esser passati accanto a Castel Pietra (ricordato dal Macchiavelli nel 1508) ed aver attraversato Volano (bella chiesa di S. Rocco, interamente affrescata nel 1500). Il centro roveretano ha origine antica: di sicuro dall’età del ferro, con la sovrapposizione dei Romani e nel Medioevo di coloni germanici. I Castelbarco vi posero la cinta muraria (sec. XIII-XIV); poi la città fu di Venezia (1416-1509), della cui presenza restano il castello (ora Museo storico della guerra) e la chiesa di S. Marco (1462). Nei secoli seguenti Rovereto diventò quasi la capitale intellettuale del Trentino (con tre cappelle musicali, l’Accademia degli Agiati, grandi personaggi come Tartarotti, Vannetti, A. Rosmini, R. Zandonai; nel 1769 il giovane W. A. Mozart vi tenne due concerti). Nella città, per circa quattro secoli, fiorì l’industria della seta, affiancata da quella della carta nel secolo XVIII. A tutt’oggi Rovereto è al centro di una discreta zona industriale. Oltre agli edifici ricordati (danneggiati dai bombardamenti nella prima e nella seconda guerra mondiale) meritano una visita i palazzi del 1800 (fra tutti Palazzo Rosmini), il Teatro Zandonai, il MART (Museo d’ Arte moderna e contemporanea – tel. 0464 454110) le Valbuse, la Galleria Museo Depero ed il Museo Civico, la chiesa del Carmine.
A tre chilometri dal centro, sulla collina di Miravalle, è sistemata la Campana della Pace (di 226 quintali, alta 3,36 m e larga alla bocca 3,21 m; parcheggio sul piazzale antistante).






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