I segni d’un passato difficile a Peio

MALÉ-PEIO-FORTE BARBA DI FIOR: KM 32,5

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Raggiungere Peio è facile ed appagante (circa 30 km da Malé). Il villaggio, di origine preistorica, si presenta come un balcone panoramico eccezionale, da cui si può spaziare fino al gruppo di Brenta. All’ingresso del paese è visitabile un centro faunistico (info c/o tel. 0463 754186), che permette di osservare da vicino i pacifici abitatori del Parco Nazionale dello Stelvio, fra cui cervi e caprioli. In zona non è difficile contemplare il volo planato dell’aquila reale e del gipéto, specialmente se con la funivia si sale ai piedi del massiccio innevato dell’Ortles-Cevedale, alla base del Vióz (m 3645). A Peio Paese, di recente apertura, ilmuseo della guerra Bianca “Peio 1914-1918 – La Guerra sulla porta” (info c/o tel. 348 7400942).
A pochi minuti dal paese di Peio un colle alberato, il Dosso di S. Rocco, fa da scrigno per la cappella del santo patrono degli appestati (inizi del 1500) e per il cimitero austro-ungarico. Qui vennero inumati più di cento soldati di varie nazionalità, deceduti nelle battaglie della prima guerra mondiale (1914-1918) sul fronte vicinissimo in quella che fu chiamata “guerra bianca”. Una grigia piramide di pietra, elevata nel 1916, è monito contro ogni insensato conflitto.
Da S. Rocco, all’imboccatura della Val del Monte, si intravedono i ruderi di un fortilizio risalente ai primi del 1900: è il Forte Barba di Fior, facilmente raggiungibile lungo la strada che si inoltra verso la diga di Pian Palù. Deviando per un sentiero che attraversa il Noce, ci si inerpica fino alla massiccia costruzione militare. Di fronte, sul fianco opposto della valle, è ancora percorribile la via militare che saliva alla Vegaia, dove si alzavano i baraccamenti austro-ungarici in tempo di guerra.
Peio non conserva soltanto ricordi bellici: nella chiesa di S. Giorgio (info c/o tel. 0463 753112) si vedono bellissimi altari lignei, scolpiti e dorati (il maggiore è del 1500). Sul campanile appare il gigantesco S. Cristoforo affrescato dai Baschènis nel 1484. Esempio della grande maestria di artisti lontani nel tempo e della salda devozione del popolo solandro. Peio Fonti è una rinomata località turistica estiva ed invernale; famose le sue Terme, frequentate fin dal XVII secolo, aperte tutto l’anno.






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