Al confine nord-occidentale del Trentino: il Tonale

MALÉ-TONALE: KM 33

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I prati del Tonale e la sua strada sono ricordati fin dal 1200; erano una delle risorse dei contadini di Vermiglio, il centro più prossimo al confine statale d’un tempo. Il passo, vegliato dall’antico ospizio di S. Bartolomeo, ora trasformato in albergo, che con la sua campanella incoraggiava i viandanti dispersi nelle nebbie invernali, deve la sua importanza al fatto che qui per secoli finiva il Principato Vescovile del Trentino ed iniziava la Lombardia, di volta in volta Ducato di Milano, Repubblica di Venezia, Vice-Regno Lombardo Veneto e Regno d’Italia dal 1860. La prima guerra mondiale, combattuta quassù fra le truppe migliori dei due schieramenti in lotta, vide per più di tre anni eroismi e dolore. Da parte austro-ungarica (anche il Trentino era tale) ci si era preparati al conflitto da parecchio tempo. Erano stati costruiti alcuni forti, armati in modo accurato e disposti a tenaglia, come una cintura difensiva contro l’invasione. Essi seguivano a qualche distanza il tracciato confinario: Forte Pozzi Alti (o Presanella), Forte Velón, Forte Mèro, Forte Strino e Forte Zaccarana (fra tutti il più moderno ed attrezzato). Attualmente, dopo l’opera predatoria dei “recuperanti” (i cercatori di metalli fra le due guerre), il meglio conservato è Forte Strino (info c/o tel. 0463 758200), facilmente accostabile dalla strada di valle che lo sfiora. Costruito a partire dal 1860, sbarrava la via proveniente da Passo Tonale e difendeva dalla penetrazione nemica. Affidato ad una settantina di soldati con i loro comandanti, era un’opera militare efficiente e bene armata.
Dal Passo si può salire con funivia al ghiacciaio Preséna (info c/o tel. 0364 92066), dove è dato di sciare sia in estate che in inverno. L’escursione è facile e dà modo di imbattersi in residuati della prima guerra, che affiorano continuamente dalla neve.

Vermiglio
, formato da quattro frazioni, dista circa dieci chilometri dal Tonale. È un paese che ha conosciuto l’asprezza dei tempi (compresa la deportazione totale degli abitanti verso l’Austria nell’agosto del 1915) ed è risorto dalle sue rovine. Nella chiesa di S. Stefano (info c/o tel. 0463 758139), luminosa e serena, è dato di ammirare una seicentesca ancona lignea policromata della bottega dei Ramus. Alle pareti della navata sono appesi i quadri d’una moderna ed originale Via Crucis, che narra per immagini la storia di Vermiglio. Le frazioni di Pizzano e Cortina sono addensate intorno alle loro cappelle. Solitaria ed oleografica la piccola chiesa di S. Caterina, edificata sul Dosso omonimo nel XV secolo. È coetanea la grande casa del Dazio, dove i funzionari del Principe Vescovo di Trento riscuotevano nei secoli le tasse di dogana.






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