Malé: il centro, la chiesa, il museo

Il centro storico, la chiesa pievana e il museo della civiltà solandra

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Il capoluogo della Val di Sole è una borgata di fondazione antichissima, forse romana. La sua funzione di “pieve” ecclesiastica è documentata dal 1178, ma con ogni probabilità risale alla dominazione longobarda e carolingia (secoli VII-IX). Malé riveste notevole importanza, sia come centro commerciale e turistico che come nodo di comunicazioni (Ferrovia Trento Malé Marilleva).

Nel suo aspetto attuale è il risultato della giustapposizione di edifici storici ad edifici ricostruiti dopo l’incendio del 1892. Quell’evento risparmiò la chiesa, che si trova al centro del paese, in una piazza adibita per secoli a sagrato e cimitero: una snella edicola, dedicata a S. Valentino, precede la facciata romanico-gotica della chiesa pievana. Il protiro, con agili colonnine, è di fattura rinascimentale (1531). L’interno della costruzione presenta tre navate. Alle pareti ed in presbiterio campeggiano affreschi di Pino Casarini (pittore veronese) di robusto impianto. I due altari a fianco del presbiterio hanno il consueto stile solandro di epoca barocca; solenne il pulpito di G. D. Bezzi (1670). La tela della Natività di Maria è opera di M. Teofilo Polacco (1614). Nella navata di sinistra si trova l’imponente fonte battesimale, che per secoli servì tutti i paesi della bassa valle, compresa Rabbi. Le cappelle laterali conservano elementi del ’600-’700.


Alla periferia Ovest di Malé, incorporata in un palazzo amministrativo, si può vedere la chiesa di S. Luigi (info c/o tel. 0463 901192) settecentesca, dedicata in origine a S. Giovanni Nepomuceno patrono contro le inondazioni: l’altare è opera dei Ramus (sec. XVII).


Poco distante dalla piazza principale è collocato il Museo della Civiltà Solandra (info c/o tel. 0463 901780 - 901272), dove è allestita una mostra permanente delle tradizioni culturali e lavorative della Val di Sole. Le arti del falegname, del fabbro, del contadino, dell’allevatore, del tessitore, del ramaio sono illustrate accanto agli ambienti di vita degli antichi solandri, con un’accurata esposizione di attrezzi originali e la ricostruzione dei luoghi di lavoro. Al centro del Museo è conservata la stùa, la camera migliore della casa solandra (proviene dalla Val di Rabbi). La visita al Museo permette un incontro non puramente nostalgico o rituale con la grande cultura anche materiale delle popolazioni locali.


Malé offre varie distensive passeggiate. Prendendo verso il Noce, oltre il torrente, si arriva nella fitta abetaia della località Regazzini. Non discosto da essa si teneva fin dal Medioevo un famoso mercato (mercato del Bosco), in prossimità della cappella di S. Biagio, antico ospizio per i viaggiatori (ricordato già nel 1274).






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