Da Clés a Tóvel, regno dell’orso bruno

in auto: MALÉ-TÓVEL: KM 32
in treno: FERROVIA TRENTO-MALÉ FINO A CLES - PULLMAN PER TOVEL

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Superato il ponte scenografico di Mostizzòlo, dopo cinque chilometri si entra in Clés, capoluogo della Val di Nòn (info c/o tel. 0463 421376 - 662000). La borgata è di antichissima origine (sembra che il nome derivi da “ecclesiae”, cioè chiese). Nel 1869, poco a monte del paese, affiorò una lastra di bronzo con un decreto dell’imperatore Claudio (da Baia presso Napoli, 46 d. C.) che confermava alcuni privilegi e la cittadinanza romana degli abitanti della valle (gli Anàuni). Oggi Clés è una vivace cittadina commerciale, con alcuni esercizi turistici, nel mezzo d’un territorio dominato dalla frutticoltura intensiva. Il paese offre tre attrattive: il castello - visitabile solo dall’esterno, in posizione dominante sul lago - del secolo XII, abitato dalla nobile famiglia dei Clés (il più famoso fu Bernardo, Principe Vescovo di Trento dal 1514 al 1539, a lungo primo ministro del re Ferdinando d’Asburgo); nel castello grandi saloni e resti notevoli della decorazione pittorica. La seconda mèta è la chiesa pievana (info c/o tel. 0463 421155), dei primi decenni del 1500, in stile gotico clesiano; interessante all’interno il reticolo della volta; sul muro della navata a destra pietra tombale di Giorgio Clés del 1490. Il terzo punto di pregio è il Palazzo Assessorile, le cui prime notizie sono del 1356; fu ricostruito ed affrescato nel secolo XVI; l’interno ha parecchi ambienti decorati a fresco forse dal Fogolino (1480-1540). A valle della borgata si allarga il Lago di S. Giustina, grande bacino idroelettrico (lungo km 7,5 e largo km 1,5: contiene 172 milioni di metri cubi d’acqua, sfruttata nella centrale di Taio).
Lasciato alle spalle Clés, dopo quattro chilometri si arriva a Tuenno (borgo frutticolo, con la caratteristica doppia chiesa di S. Orsola); una strada che devia dalla principale, in undici chilometri tocca il Lago di Tóvel. Prima di imboccare la valle percorsa dal torrente Tresénga, su uno sperone di roccia è visibile la chiesa gotica di S. Emerenziana del 1500. La Val di Tóvel si inerpica fra le ripide pareti del Peller-Castellazzo e Cima Vallina a Nord, e lo strapiombo dei contrafforti settentrionali del Brenta. Nella parte mediana della valle, che supera in lunghezza i 17 chilometri, si adagia il lago (lungo 1 km e largo quasi 600 metri, a 1178 m s.l.m.). Noto per l’arrossamento delle sue acque, causato da un microrganismo locale, per colpa del carico antropico ha perso la sua caratteristica, pur rimanendo un bellissimo esempio di paesaggio lacustre, in cui si riflettono le abetaie e le rocce del Brenta. La zona è uno degli habitat preferiti dall’orso bruno, del quale è in atto il ripopolamento con esemplari portati dalla Slovenia.






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