Lago di Vallombrina
Gruppo Ortles-Cevedale

Quota slm: 2.784 m
Localizzazione: Peio Fonti
Bacino idrografico: Noce - Rio Vallombrina
Gruppo montuoso: Ortles
Sottogruppo: Cevedale
Tempo percorrenza: ore 9.00
Difficoltà: EEA - escursionistico esperto alpinista
Dislivello in salita: 1.450 m
N° sentiero SAT: 110 - 110 bis - 124
Punti di appoggio: Malga Paludei, Bivacco Battaglione Ortles


photogallery


Come raggiungere il lago di vallombrina (itinerario consigliato 2 giorni)


Dopo la località di Peio Fonti ci si addentra lungo la Val del Monte per comoda strada asfaltata sino a raggiungere il Fontanino di Peio a 1.670 m di quota. Poco prima dell’antico chiosco termale, da cui sgorga una preziosa acqua minerale, si infila sulla destra una strada sterrata che sale verso nord est. Dopo un tornante la strada, sovrastata da alcune balze rocciose, svolta verso ovest entrando in un piccolo avvallamento caratterizzato dall’ontaneta e da alcune torbiere. Si passa poco sotto alla località Masi de la Palù, si affronta un tratto in ripida salita e dopo aver superato il bivio con il sentiero 122, che porta in Val degli Orsi sino al bivacco Meneghello, si arriva a una piccola area di sosta allestita sulle sponde del lago di Pian Palù: un grande invaso dalla capienza di 13 milioni di metri cubi d’acqua, sbarrato da una diga alta 52 m.
Dalla riva del lago l’ampia mulattiera sterrata rimonta i pascoli posti sotto la Malga Giumella e dopo un paio di tornanti si raggiunge il bivio con il sentiero n. 110 bis che porta con alcuni tornante alla Malga Palù posta a 1.950 m (ore 0,40).
Dalla struttura, recentemente ristrutturata a causa di un incendio, si prosegue in direzione ovest (segnavia SAT n. 124) con evidente strada forestale in leggera salita che, lasciati i pascoli limitrofi alla malga, si addentra quasi subito nel bosco di larici e abeti. Dopo un breve tratto in salita si superano alcune vallette dove sono posti degli abbeveratoi in legno. Il sentiero scende quindi per un breve tratto verso nord-ovest per poi risalire nel bosco di larici. Dopo un ponticello in legno ci si addentra in una bella zona umida sino a raggiunge il pascolo della Malga Paludei (2.106 m ore 1,30). Una parte della malga è adibita a bivacco con sei posti letto. Volendo percorrere la variante che risale la Vallombrina fino al bivacco Battaglione Ortles, l’alpeggio può essere una comoda base di appoggio per dividere il percorso in due comode tappe. Il caseggiato è posto a ridosso di alcune rocce montonate che delimitano una piccola pozza lacustre dove a volte si può osservare la rana temporaria.

Dalla piccola pozza si infila un sentiero che sale in direzione nord-ovest (segnavia comune SAT n. 110 e n. 124) e si attraversa un bel bosco caratterizzato dalla presenza di alcuni radi pini cembri. Con percorso piuttosto ripido, si raggiunge così l’imbocco della Val Piana. Da qui si seguono le indicazioni verso sinistra per il Passo della Sforzellina (segnavia SAT n. 124): si attraversa poi la testata della Val Piana e grazie a un ponticello in legno si supera il torrente. Oltre il ponte si continua inizialmente a mezza costa, quindi in salita tra magri pascoli e dossi erbosi, per raggiungere un pianoro dove sono presenti alcune gallerie militari poste sul lato destro orografico della valle. L’ampia radura è dominata da parecchie pozze d’acqua (Laghetti). Superato un dosso piuttosto ripido si percorre ora un bel tratto di sentiero che costeggia le sponde del torrente Noce. Nel punto in cui il corso d’acqua forma una piccola ansa si abbandona il segnavia n. 110 che sale al Passo della Sforzellina, per puntare verso nord tra ripide praterie di alta quota. Si sale così in direzione dell’evidente cascata originata dal lago di Vallombrina che scende tra rocce scistiche. Alla base della cascata si seguono con attenzione i segnavia bianchi e rossi per rimontare sulla sinistra e, con alcune svolte che ci permettono di superare un balzo roccioso, si accede alla selvaggia conca glaciale soprastante: qui, quasi come un gioiello smeraldino, è posto il bel lago di Vallombrina, a 2.784 m (ore 2,00 dalla Malga Paludei). Superate alcune balze di rocce montonate sopra lo specchio d’acqua si continua per un breve tratto semipianeggiante portandosi sulla destra orografica della vallata. Qui, seguendo i segnali su roccia, non sempre evidenti, si rimontano verso nord i macereti e gli scoscesi pendii che scendono dal Pizzo di Vallombrina. Con percorso faticoso, tra blocchi rocciosi instabili, fioriture di erba camozzera e miosotide nano si risale un canale detritico di rocce instabili dove si deve prestare attenzione. Si raggiunge un piccolo valico in cresta da dove in breve in direzione Ovest a 3.120 m di quota è posto il Bivacco Battaglione Ortles (ore 3,00 dalla Malga Paludei).

Il bivacco, che può essere utilizzato come punto di appoggio alternativo alla Malga Paludei (consigliato), è un insuperabile punto di osservazione verso il Passo Gavia nonché della linea di cresta che dal Corno dei Tre Signori conduce alla Punta S. Matteo. Spettacolari appaiono verso nord-ovest il ghiacciaio del Dosegù e le lontane vette del Bernina. Verso sud invece si possono osservare i gruppi dell’Adamello e della Presanella.
L’itinerario di discesa dal bivacco ci porta per rocce instabili e sfasciumi al passo Dosegù. Qui in direzione nord è ancora ben visibile la vedretta che scende sino a formare sul fondo alcuni nuovi laghi di origine glaciale. Raggiunto il Passo a quota 2.999 m si scende in direzione sud per comodi macereti e balze rocciose sino ad imboccare un ripido canale erboso alla base del quale vi è un salto roccioso che si supera prestando una certa attenzione. Il passaggio è caratterizzato dalla presenza di alcuni cordini metallici che rendono così più facile e sicura la discesa di queste rocce non banali. Arrivati alla base si continua in direzione sud per rocce rotte e magri pascoli sino ad incrociare il sentiero SAT n. 110 che scende dal Passo della Sforzellina in prossimità di un ampio vallone. Da quota 2.450 m circa si continua in direzione sud-est sempre per sentiero ben segnalato ed evidente sino a raggiungere in circa 2 ore e 30 la Malga Paludei. Raggiunto l’alpeggio il percorso di ritorno consigliato ci porta con il segnavia SAT n. 110 a scendere verso il bel lago di Pian Palù.
Superati in discesa i pascoli umidi limitrofi alla malga, ci si addentra in un rado lariceto sino a raggiungere una piccola torbiera. Qui, al margine della piana erbosa, il torrente Noce scende in modo a volte impetuoso nel profondo di una forra. Dopo alcune ripide svolte il sentiero scende verso sud e tra radi larici e qualche ontano raggiunge la piana erbosa antistante il lago di Pian Palù. Attraversato il torrente Noce su di un ponte, si perviene alla Malga Pian Palù (1.826 m ore 0,30 dalla Malga Paludei).
Poco oltre la malga, in direzione sud-est si segue una stradicciola erbosa che rimonta un dosso boscoso. Da qui si prosegue in piano lungo la sponda destra del lago di Pian Palù. Si superano gli ampi valloni che digradano dai ripidi versanti e superata una piccola galleria ci si porta alla base dei pascoli della Malga di Celentino a 1.830 m. Al limite del pascolo si devia verso est e con sentiero ripido con alcuni tornanti in discesa si raggiunge l’evidente pianoro alla base della diga e da lì il parcheggio posto in località Fontanino (ore 3,00).


Immagini e testi di Tiziano Mochen



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