Lago delle Salare
Gruppo di Brenta

Quota slm: 2.003 m
Localizzazione: Malé
Bacino idrografico: Noce - Rio Val Sorda
Gruppo montuoso: Gruppo di Brenta
Tempo percorrenza: ore 9,00
Difficoltà: EE - escursionistico
Dislivello in salita: 1.556 m
N° sentiero SAT: segnavia CAI-SAT n. 374 fino al rifugio Peller, segnavia CAI SAT n. 336 fino al Passo della Forcola, n. 306 fino a Malga Clesera e quindi n. 308 nell’ultimo tratto.
Punto di appoggio: Rifugio Peller, Rifugio Mezzol (non custodito solo bivacco)


Photogallery

Come raggiungere il Lago delle Salare (itinerario consigliato di 2 giorni)


Dal parcheggio di Baita Regazzini, poco sopra il centro sportivo di Malè, si segue il sentiero CAI-SAT n. 374 che attraversa un fitto bosco d’abeti e di larici fino a incontrare una strada forestale che, in breve, conduce al rio San Biagio; superatolo, si inizia a salire lungo la ripida mulattiera sassosa. Poco oltre un caratteristico capitello votivo, si prende a destra una mulattiera che sale con pendenza meno accentuata incrociando più volte la strada forestale. Nei pressi di un ampio slargo, dove la strada è sostenuta da una scogliera di sassi, si devia decisamente verso destra in direzione della Val, attraversando un ripido versante con percorso pianeggiante. Il sentiero nel bosco, composto prevalentemente da abete bianco e rosso, risale ora un tratto piuttosto ripido, per poi continuare nuovamente in piano. Si taglia quindi a mezza costa un ripido versante roccioso, superando alcuni tratti esposti e spettacolari dove appaiono delle belle opere in muratura a secco, nonché i resti delle palizzate che delimitavano il ciglio della vecchia mulattiera. Una passerella di legno consente di attraversare il tumultuoso torrente e di raggiungere il fondovalle, dove un piccolo ponte ci porterà sul versante opposto. Qui la mulattiera si fa più larga e porta a un ulteriore bivio con la strada forestale che, seguita verso destra, raggiunge un’ampia radura erbosa dove si trova il bivacco Mezòl (1.485 m ore 2,00).
Dal bivacco Mezòl la strada forestale sale verso sinistra e, in prossimità del primo tornante, si prende, sempre verso sinistra, un sentiero che si congiunge a un’altra carreggiabile. La si percorre per un breve tratto fino all’ampio slargo, sino a raggiungere il bivio con un sentiero che sale nella fitta abetaia. Seguendo il sentiero CAI-SAT n. 374 si attraversa un tratto nel bosco di ontani fino a raggiungere alcune ampie radure erbose, nei pressi delle quali alcuni picchetti infissi nel terreno ci indicano di seguire una traccia attraversando il pascolo, sino al rifugio Peller (2.022 m; ore 3,30).
Quest’ultimo tratto è caratterizzato dalla presenza di un piccolo e grazioso specchio d’acqua di origine carsica, che normalmente si può osservare, nel massimo splendore, tra fine primavera e inizio estate. Il bacino più grande è il Dorigat (o Durigal) che si presenta circondato da splendide fioriture di genziana e botton d’oro.
Al rifugio Peller è consigliabile fare sosta nel caso in cui si voglia effettuare il percorso in due giorni.
Dal rifugio Peller, seguendo le indicazioni (segnavia CAI SAT n. 337), s’infila verso est un sentiero che passa accanto a una stazione per i rilevamenti meteorologici e risale i pendii erbosi del Monte Peller. La traccia piuttosto ripida guadagna velocemente quota con percorso a zigzag. Si supera il tratto più delicato grazie ad alcuni gradini artificiali e alla presenza di un cordino metallico. Per sfasciumi rocciosi si supera, grazie ad una scala in ferro, lo stretto intaglio e quindi si percorre la cresta rocciosa che, attrezzata con cordino metallico, ci conduce alle belle radure prative della cima (2.320 m ore 4,30). La cima svetta tra le praterie di alta quota arricchite, a inizio estate, da colorate e spettacolari fioriture. Il panorama è decisamente vasto: verso est appaiono la Val di Non e il complesso mondo delle Dolomiti Orientali, dallo Sciliar fino alle Pale di San Martino, da nord verso ovest si scorgono dapprima i ghiacciai e le vette dell’Ortles-Cevedale, quindi sotto di noi verso nord ovest tutta la Val di Sole fino al Passo del Tonale.
Si scende dalla cima con un percorso facile ma pur sempre cercando di prestare attenzione: si segue infatti la traccia che verso ovest attraversa i ripidi pascoli di questo versante per raggiungere una piccola forcella rocciosa posta tra i monti Peller e Pellerot. Raggiunta la piccola forcella in breve si scende in direzione dell’evidente Malga Tassulla. Dall’alpeggio il sentiero (segnavia CAI-SAT n. 336) conduce con percorso semipianeggiante verso ovest sino ad addentrarsi nello splendido Pian della Nana, tra preziose fioriture di flora dell’ambiente alpino. Questo grandioso anfiteatro culmina con la cima del Sasso Rosso (2.654 m) e conserva un patrimonio floreale di grande importanza, conosciuto già in tempi antichi. Molto numerose in questa zona sono anche le tane delle allegre marmotte che fischieranno appena si accorgeranno del nostro arrivo. In leggera salita si raggiunge in direzione nord il passo della Forcola (2.104 m).
Dal valico si scende sul versante opposto (segnavia CAI-SAT n. 308) restando sui fianchi occidentali del monte Pellerot. La necessaria deviazione ci porterà verso sinistra a raggiungere il suggestivo Lago delle Salare, la cui ampiezza e profondità in questi ultimi anni dipende molto dalla nevosità invernale e dalle piogge primaverili. Ritornati sul sentiero si continua in leggera discesa tra incantevoli radure erbose caratterizzate dalla presenza di alcuni ceppaie di vecchi larici. Si tralascia il bivio con il sentiero n. 335 per il Passo di Nana e si prosegue poi nel rado lariceto fino a raggiungere Malga Clesera (1.889 m ore 6,00). Da qui un’evidente traccia di sentiero scende nel pascolo sottostante (segnavia CAI-SAT n. 308) per collegarsi, poco sotto, a un’ampia strada forestale che con numerosi tornanti si addentra nell’abetaia e porta a Prà della Selva. Nei pressi dei ruderi di un vecchio impianto funiviario si scende in direzione nord calando nel bosco, che si fa sempre più fitto. La stradicciola diviene più ripida e stretta e si congiunge dopo 6 tornanti alla strada forestale, con la quale ci si congiunge nuovamente con il segnavia CAI-SAT n. 308. Seguendo le indicazioni che ci permettono di abbreviare il tragitto, in breve si torna al luogo di partenza (ore 9,00).


Immagini e testi di Tiziano Mochen



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