Cogolo
Altezza: 1.173 s.l.m. / m.a.s.l. /m ü.d.M.
Abitanti: 728
Comune: Peio   Frazioni: Celentino e Strombiano - Celledizzo - Cogolo - Comasine - Peio Fonti - Peio Paese
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Cogolo rappresenta il cuore amministrativo ed economico della Val di Peio, sede municipale del comune che la comprende per intero. Posto alla confluenza tra i due rami del Noce, quello di la Mar e quello di Monte, Cogolo vanta attività economiche assai diversificate, ognuna legata all’ambiente montano della valle. Innanzitutto lo stabilimento delle acque minerali “Pejo”, conosciute in tutta Italia, che raggiungono la sede dell’imbottigliamento attraverso un acquedotto lungo circa due chilometri, provenienti dalla Fonte Alpina di Pejo. Di grande importanza è poi l’allevamento, sia bovino, sia ovicaprino, legato a produzioni casearie biologiche di grande qualità. Un quadro che fa di Cogolo un centro turistico sia estivo che invernale, dai paesaggi suggestivi, le comode passeggiate, base per escursioni in alta montagna tra le più emozionanti. E' inoltre sede di un centro fondo con 4 km di piste di livello facile.

Storia

L’abitato di Cogolo, oggi sede del Municipio di Peio, ha assunto una posizione centrale nella vita politico-amministrativa ed economica della “Valletta” solo nel corso del Novecento; nei secoli precedenti fu soggetta alle comunità vicine, Pegaia prima, Celledizzo poi, sia per le questioni civili che per quelle religiose. Citato nel Codex Wangianus del 1215 come Cogullo, il paese si strutturò in due rioni: il colomello de fora e il colomello di dentro. Tra la fine del XV secolo e gli inizi dell’Ottocento vi dimorò la famiglia dei nobili Migazzi, di origine lombarda, che fece costruire un bel palazzotto ancora esistente. Nel 1853 la polizia austriaca arrestò il cadorino Pier Fortunato Calvi, fervente mazziniano. Tra il 1810 e il 1814 Cogolo fece parte del Comune di Celledizzo e in età fascista fu aggregato a Peio.


Arte

In una posizione un po’ decentrata rispetto al centro del paese esiste un complesso monumentale costituito dalla vecchia chiesa dei Santi Filippo e Giacomo, dalla cinquecentesca cappella di San Rocco (oggi usata come deposito di legna) e dall’antico palazzo della famiglia Migazzi (oggi sede della canonica e della biblioteca). L’antica residenza nobiliare, un tempo fortificata, ha ormai perduto l’aspetto originario (all’interno tracce della torre), dopo aver subito innumerevoli trasformazioni. La chiesa, ricostruita nel 1332, come testimonia un’epigrafe posta sulla parete nord, da un certo Dolzanus, conserva interessanti testimonianze pittoriche: un ciclo d’affreschi interni con storie di Santa Caterina realizzato dalla bottega bascheniana verso la fine del ‘400 e le pitture esterne della parete settentrionale eseguite nel 1643 da Giovanni Angelo Valorsa con scene della Passione di Cristo (Ultima cena, Flagellazione, Resurrezione) e Santi. Sulla parete di fondo dell’abside un’ancona lignea barocca custodisce uno scrigno tardogotico. L’altare maggiore, settecentesco, è in marmi policromi. Sull’altare laterale destro si trova una pala con la Madonna e i santi titolari attribuibile ad un pittore della scuola fiemmese. Sul campanile compare l’immagine frammentaria di un San Cristoforo databile al 1370-80.


Da non perdere

All’imbocco della Val di la Mar, in posizione isolata, sorge la piccola chiesa cimiteriale di Pegaia, unica superstite di un antico villaggio scomparso a causa di una frana nel 1431. La chiesa, dedicata a San Bartolomeo, è decorata all’esterno con alcune immagini tra le quali un imponente San Cristoforo, e all’esterno con affreschi risalenti al 1513; dei particolare interesse i graffiti che testimoniano la pestilenza del 1630.


Informazioni

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Ufficio Informazioni Peio
Tel. +39 0463 753100 - Fax +39 0463 753180
peio@valdisole.net 

Consorzio Turistico Pejo 3000
Tel. +39 0463 754345 - Fax +39 0463 754455
info@visitvaldipejo.it - www.visitvaldipejo.it


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